Haile Gebrselassie

La corsa è metafora della vita, è la ricerca continua del traguardo, è l’azione che si compie per allontanarsi da qualcosa che non vogliamo, è il viaggio che si fa per scoprire il mondo rimanendo da soli con se stessi, per conoscersi, per capirsi. La corsa è un gesto elementare, è uno sport che si fa anche senza mezzi tecnici, senza strumenti.

E senza strumenti e anche senza scarpe ha corso e raggiunto il suo primo risultato sportivo Haile Gebrselassie il primatista mondiale nella disciplina della maratona.

Haile Gebrselassie è vincitore di due medaglie d’oro nei 10000 metri piani alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e Sydney 2000.

È attualmente primatista mondiale dei 20.000 metri piani e dei 30 km (su strada). Detiene inoltre il record dell’ora, stabilito nel 2007 ad Ostrava (Repubblica Ceca). Finora ha stabilito 26 record mondiali e vinto 4 campionati del mondo, oltre ai già citati 2 ori olimpici. È considerato uno dei più grandi fondisti della storia e a 39 anni è ancora nel pieno dell’attività agonistica.

Una delle caratteristiche tecniche del campione etiope è la posizione delle mani, con la sinistra tenuta sempre in basso durante la corsa. Una postura, che per sua ammissione deriva dalla corsa di 10 km che, da bambino, compiva per raggiungere la scuola dal povero villaggio contadino di Arssi.

Gebre è l’emblema di un’Africa che risorge, di tanti africani, che dall’incontro con lo sport emergono dalle condizioni di povertà e diventano riferimenti positivi per l’intero continente, testimoni di una rivincita possibile attraverso l’impegno e il sacrificio.

Questo campione, annovera decine di esaltanti vittorie ottenute in tutto il mondo, alcune delle quali rese leggendarie dalla longevità dell’atleta etiope, dalla concorrenza di sportivi molto più giovani. Una vita da campione, anche nel proprio quotidiano, dedicandosi allo sviluppo dell’Etiopia, alla costruzione di scuole, creando posti di lavoro e soprattutto formazione e cultura nelle giovani generazioni, secondo i principi di Nelson Mandela, suo riferimento umano e secondo una vita fatta anche di Fede convinta di cristiano praticante.
Ambasciatore Unicef per l’impegno verso i bambini malati di AIDS e orfani.
Nel 2001 ha fondato la ONG “Grande Corsa dell’Etiopia” che ha organizzato oltre 50 corse con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma della fame che colpisce il popolo etiope.

 

FRASI CELEBRI

  • “Sorrido perchè sono uno sportivo. Lo sport è nato per far felice la gente. Quando gareggio, quando corro, la gente è contenta di vedermi, ed io sono contento per questo. Se non fossi felice di farlo, non farei più sport, non farei più atletica. E mi dispicerebbe... Sono felice e corro perchè mi piace correre, tutto qui!”
  • “Gli altri atleti mi ascoltano con attenzione quando spiego loro un dettaglio durante gli allenamenti. Si può dire che esercito su di essi una certa autorità. In effetti sono diventato il loro allenatore.”
  • “Puoi sempre far qualcosa, anche se vieni dall’angolo più povero dell’Africa.”
  • “Finora non avevo mai pensato al ritiro, ma ora è giunto il momento. Faccio un passo in dietro e lascio spazio ai giovani”
  • “Dopo la maratona di New York annunciai il mio addio sulla spinta emotiva della brutta prestazione. Quando sono tornato in Etiopia però la reazione della gente mi ha travolto, non gli piaceva il modo in cui avevo deciso di smettere la mia carriera. E avevano ragione”